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Gennaio 2021: il nostro 43° container è al campo di Bab Al Hawa!

Ecco finalmente è iniziata la distribuzione degli aiuti arrivati col 43esimo container di Insieme si può fare onlus e i sorrisi dei bambini della Insieme si può fare School vanno dritti al cuore!

Questa volta si potrebbe proprio fare il gioco “E’ arrivato un bastimento, carico carico di… comincia per B e finisce per I!” Sì, biscotti ma non solo, quintali di prodotti da forno donatici da GalbuseraCi pare di essere con loro e si avverte benissimo il desiderio dei piccoli di correre a casa e di assaggiare i biscotti arrivati da così lontano. È sempre un’emozione forte quella che si prova quando si capisce che tutti i tasselli di questa bellissima prova di generosità sono andati al loro posto.

UN CONTAINER ‘DI PESO’ LUNGO UN PERCORSO A TAPPE
Un container molto importante quello spedito in collaborazione con l’Associazione ManidiPace contenente, oltre ai biscotti, anche 10 quintali di carne in scatola, 4500 mascherine per l’emergenza Covid-19 (che non risparmia naturalmente neanche sfollati e profughi). Stoffe e altri aiuti la cui distribuzione pubblicheremo poi con attenzione.

Dopo meno di un mese dalla partenza, il container dal porto di Genova è arrivato al porto turco di Iskenderun e, dopo la sosta di rito, è stato possibile trasportare una parte del suo prezioso carico all’interno della Syria, tramite Tir siriani autorizzati. Siamo partiti nella distribuzione dalla Insieme si può fare School con i suoi 250 bambini che hanno ricevuto biscotti e mascherine anti Covid. Per ora possiamo solo dire un grande grazie a Galbusera e a tutti coloro che hanno contribuito a questo grande risultato, contribuendo in vario modo anche a sostenere i costi della spedizione!

 

Emergenza freddo in tenda

Progetto “Emergenza freddo in tenda”

Siria, decimo inverno dall’inizio della guerra.

Anche se ridotta per fortuna a poche zone la guerra continua in Siria, ma non è questo il problema più importante. L’immobilismo politico internazionale, le sanzioni, la svalutazione inarrestabile della lira siriana stanno facendo pagare a tutta la popolazione rimasta un prezzo impossibile da sostenere.

Ad Aleppo i viveri scarseggiano o hanno prezzi troppo alti per le persone comuni, nei piccoli Campi di famiglie sfollate che sopravvivono in tenda il freddo fa realmente paura.

Per questo ci stiamo muovendo con l’Associazione ManidiPace per garantire alle famiglie del Peace and Cooperation Camp la legna indispensabile per scaldare le tende e sopravvivere all’inverno.

Puoi aiutarci acquistando un quintale di legna a € 13 e facendo un bonifico su uno dei conti delle nostre Associazioni mettendo nella causale Emergenza freddo in tenda.

Insieme si può fare Onlus    IBAN IT20L0521620401000000104905

Associazione ManidiPace     IBAN IT34J0521622902000000004485

Siria arriva un nuovo inverno

2020/2021: UN ALTRO DURISSIMO INVERNO IN SIRIA
Per fare il quadro della sempre più drammatica situazione dei siriani rimasti nel loro Paese,
nei campi per sfollati o nelle città e nelle campagne, sintetizziamo qui l’articolo di Francesco
Pistocchini, dal tabloid L’Eco di Terrasanta, nov/dic 2020. Con dati aggiornati, ci parla del vissuto
reale della gente, soprattutto di alcune comunità cristiane (maroniti, siriaco-cattolici, ortodossi) ma rispecchia naturalmente anche le condizioni della popolazione musulmana.

LA FAME
Secondo le ultime stime Onu 1/3 dei siriani ha gravi carenze alimentari e 4 su 5 sono sotto la
soglia di povertà. La morsa è aggravata dall’epidemia di Covid-19 (seppur contenuta) e dalla crisi
economica mondiale, in particolare del vicino Libano. Anche dove non si combatte più le
condizioni di vita sono inaccettabili. La lira siriana ha perso ¾ del suo valore rispetto al dollaro:
praticamente è carta straccia. Le sanzioni imposte dalla UE alla Siria dal 2011 gravano sulla
popolazione più che sul regime politico. Manca infatti di tutto, dal carburante al pane e donne e
uomini, dall’alba, si mettono in fila per procurarsi un po’ di cibo.

UN PAESE INVASO
Il Governo di Damasco ha ripreso il controllo di gran parte del Paese con i suoi temibili alleati russi, iraniani e gli Hezbollah libanesi. Ma l’elenco degli stranieri bellicosi in territorio siriano non finisce qui: ci sono turchi, israeliani e americani (rimasti per il petrolio). Mentre nell’area di Idlib la guerra è ancora in atto per l’occupazione jihadista.

IL FUTURO NEGATO
Aleppo, ad esempio, non è più sotto le bombe da 4 anni, ma le sanzioni e l’insicurezza generale non
permettono la ricostruzione. Metà degli ospedali del Paese è inutilizzabile e il personale medico per
la maggior parte è emigrato. I giovani vorrebbero tutti andarsene, com’è comprensibile. Nove anni
di guerra e non è ancora finita.

 

#EveryChildIsMyChild per il progetto Plaster Center

Ha preso il via nel mese di giugno il mega progetto PLASTER CENTER (CENTRO CEROTTO).

Un gran numero di artisti famosi si sono riuniti per dare sostegno al popolo siriano. Gli aderenti provengono tanto dal mondo della musica quanto da quello del cinema e dell’intrattenimento. Da Anna Foglietta,  Andrea Bosca, Martina Colombari, Gabriella Pession, Niccolò Fabi a Nek, da Fedez a da Max Gazzè a Carlo Virzì… Si sono ripresi in video con in mano un foglio con la scritta #EVERYCHILDISMYCHILD con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e  chiedere l’intervento diplomatico degli organismi internazionali a tutela dei bambini nei territori di guerra e in questo caso la Siria.

 

L’iniziativa #everychildismychild si è via via trasformata in un progetto concreto, il 5 agosto ci sarà il primo evento: il grande concerto Every child is my child – Live for Syria. Al Parco Archeologico di Vulci (VT) dalle ore 17 fino a notte inoltrata, gran parte di questi artisti farà concerti, laboratori, incontri e feste. Tra i nomi confermati Caterina Guzzanti, Daniele Silvestri, Diodato, Ermal Meta, Frankie Hi-NRG, Marco D’Amore, Marina Rei, Otto Ohm, Roberto Angelini, Wrongonyou.

I proventi saranno tutti utilizzati per realizzare il Plaster Center, una centro educativo e rieducativi elementare per i bambini siriani profughi al confine con la Turchia. Destinatari saranno bambini figli di famiglie profughe in difficoltà. Il centro sorgerà a Reyhanli (Hatay) Turchia.  I bambini frequenteranno  a tempo pieno il centroper 5  giorni la settimana con ampio spazio alle attività ludiche e artistiche. I maestri si avvarranno del  supporto di uno psicologo. Ai bambini sarà preparato un pasto tutto i giorni.

Il progetto  prevede: incentivi sia in cibo che i bambini porteranno a casa una o più volte la settimana, sia la fornitura di tessere prepagate da utilizzare presso una catena di supermercati economici per l’acquisto di beni di prima necessità. Le tessere saranno consegnate alle famiglie degli alunni che frequenteranno  regolarmente la scuola. L’intento è di invogliare le stesse a  rinunciare agli introiti prodotti dai bambini/lavoratori e credere nella loro istruzione.

Per maggiori dettagli sul progetto Plaster School clicca qui

Per maggiori informazioni sul concerto clicca qui

Plaster House

Dal mese di marzo 2017 abbiamo dato il via a questo progetto che permette a tanti bambini di tornare a sorridere sperando in una vita normale.

La Plaster House è a Reyhanli (confine Turco-Siriano) in una zona periferica. Una casa normale a due piani ma con un’attenzione speciale rivolta a chi la frequenta cominciando dal cartello all’ingresso “Don’t stop smile”, non smettere di sorridere, che è la parola d’ordine, l’incitamento, del direttore Hossan a cui tutti i suoi collaboratori credono fermamente.

Anche il nome  Casa Cerotto è in linea con lo spirito del gruppo come a dire – ci mettiamo una pezza – ma andiamo comunque avanti.

Sosteniamo con un contributo mensile Hossan il direttore e cinque giovani fisioterapisti, tre uomini e due donne, che dedicano tutte le loro energie per cercare di rimediare ai danni causati dalla guerra soprattutto ai tanti bambini vittime innocenti.

Abbiamo acquistato uno strumento per gli Ultrasuoni, contribuito alla sistemazione di alcune stanze e cercheremo, se sarà possibile, di venire incontro alle esigenze volte ad acquistare le attrezzature medicali necessarie.

Il nostro contributo vorremmo portarlo avanti per un anno coprendo anche le spese che riguardano il vitto dei degenti.

I costi mensili di questo progetto sono di $. 600 per  i fisioterapisti e il direttore ($.100 a testa) e per quanto riguarda le spese del vitto per i degenti variano dai $. 300 ai $. 500 mensili.

Scarpe per i bimbi del Campo di Kafrshkhaya

Non era davvero possibile lasciare quei piedini scalzi nel Campo di Kafrshkhaya. Questi bimbi e le loro famiglie vanno sostenute e aiutate. Così, tramite l’associazione Al Amal, abbiamo deciso di acquistare scarpe invernali per tutti. La sorpresa ci arriva da chi ci sostiene, Claudia Colette BazzocchiLorenza Andrea Gilardi e Massimiliano regalano le scarpe dei bimbi. E’ solo una goccia, piccola ma è il nostro segno di speranza. Grazie a tutti e grazie a Amer, ragazzo di una straordinaria sensibilità che ha distribuito le scarpe a tutti!

Io testimone degli orrori in Siria

Oggi parlano di noi e lo fanno per bocca di Noura Warrak. Dottoressa siriana, da molti viaggi è la nostra preziosa interprete oltre ad essere la responsabile di Insieme si può fare a Brescia. Parlare del dramma siriano per una siriana vuol dire toccare corde di una sensibilità incredibile. Grazie Noura.

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